#5_Hong Kong

  • Rebecca Wong Pik-kei per SO IT IS_Hong Kong
  • Rebecca Wong Pik-kei per SO IT IS_Hong Kong
  • Rebecca Wong Pik-kei per SO IT IS_Hong Kong

un progetto di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo con Rebecca Wong Pik-kei 

cura del progetto Paola Granato

scritture Ilenia Caleo

traduzioni Rachel Brumana

Produzione For The Time Being (Prototyping the Queering Platform) by FreespaceWest Kowloon Art Park/Cultural District Hong Kong 

SO IT IS_Hong Kong è la quinta tappa di SO IT IS. Un invito all’artista performativa e coreografa Rebecca Wong Pik-kei ad aderire a una pratica e costruire un immaginario imprevedibile su ciò che i corpi possono essere e possono fare.
Abbiamo incontrato Rebecca in questi mesi a distanza, scambiando materiali e idee — l’incontro con il suo lavoro è stato suggerito e costruito da Kee Hong Low che, insieme a Silvia Bottiroli, cura For The Time Being.


Rebecca ha creato il suo poster a partire dalle regole che abbiamo scritto per passare la pratica immaginativa di SO IT IS:
– ogni poster è uno e unico, come ciascun corpo
– lo scatto è a figura intera, il corpo è nudo
– le dimensioni del poster sono a grandezza naturale
– gli interventi sul corpo sono compiuti in postproduzione grafica / fotomontaggio
– ogni poster è affisso in una città diversa
– l’artistx sceglie il luogo preciso dell’affissione, in base alla propria città e alle comunità che la abitano.

Libera di rispettarle, re-interpretarle, tradirle, Rebecca ha immaginato un poster che incorpora anche la situazione politica e sociale a Hong Kong, in continuo mutamento e subbuglio negli ultimi tre anni, tra movimenti sociali e la pandemia globale.

"Quando i nostri antenati si confrontano con una catastrofe – provocata da cause naturali o per mano degli esseri umani – la prima azione è quella di chiedere una benedizione agli dei. Abbiamo, quindi, sviluppato la tradizione degli amuleti ricostruendoli con diverse parti del corpo, evocando un’intimità e una familiarità, nella speranza di incoraggiare i cittadini a usare i corpi come contenitore per la liberazione definitiva del corpo e della mente" –– scrive così Rebecca attorno all’idea del suo progetto.

>>>>Il poster verrà installato il 18 novembre nell’ambito della mostra LOVE+: Awakenings curata da Kalen Lee, nello spazio Gallery C delle Pao's Galleries 4/F.


SO IT IS _# nelle sue tappe disegna una trama di affetti e di relazioni: una pratica di contatto con persone che incontriamo e con i grumi di comunità intorno, che si materializza in uno spazio urbano, non virtuale. È un gesto di infestazione dello spazio pubblico.
L’azione-matrice che ispira SO IT IS_Roma ha preso vita nel 2020 a Bologna all’interno del progetto di arte pubblica La lotta è fica, ideato e curato da CHEAP street poster art. Attraverso altri corpi e in altri luoghi ora prolifera e muta
La mappa delle affissioni andrà a comporsi tappa dopo tappa.

Rebecca Wong Pik-kei è una performer e coreografa diplomata presso la Hong Kong Academy for Performing Arts. Nei suoi lavori interroga gli stereotipi di genere e attivi sui corpi delle donne, con un focus su sesso e desiderio.
Tra i suoi lavori: when time limps, Woman.Body, 19841012, Nook and Bird-Watching, presentati in Islanda, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Cina e Australia. Ha studiato Butoh con il maestro Yukio Waguri, partecipando alla produzione teatrale White Room nel 2016.
Nel 2017 vince una borsa di studio e partecipa ai workshops Atlas Choreography a ImPulsTanz Vienna International Dance Festival. Nel 2018 partecipa a Creative meeting Point: Hong Kong x Barcelona, una residenza e programma di scambio con il supporto di West Kowloon. Bird-Watching è stato parte di The Message Behind the Wall by, e 198491 è stato premiato con Outstanding Small Venue Production 2019.
Nell’aprile 2021 ha ricevuto il sostegno di Tai Kwun (HK) per la creazione di un solo: Under∞Line; nel settembre dello stesso anno Freespace of West Kowloon Cultural District le ha commissionato The Future of Performance series, in quanto una delle figure di riferimento di A Thousand Plateaus, una produzione sui nuovi media.
Il suo lavoro interroga il valore del teatro all’interno di una generazione turbolenta.

22.28022423153, 114.1709090043